Pietro Lorenzetti

 

“Eccellente pittore sanese” (Vasari 1568)

Fratello del pittore Ambrogio, Pietro Lorenzetti (circa 1280 – 1348) fu allievo di Duccio di Buoninsegna a Siena. Già noto nel secondo decennio del XIV secolo quando eseguì la Madonna in Maestà di Cortona e il ciclo di affreschi della Passione nella Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi, completati prima di ricevere l’incarico aretino.

Il pittore senese è riconosciuto come uno dei maggiori maestri del Trecento toscano di matrice giottesca, tra i precursori dell’imminente rinnovamento rinascimentale, autore di celebri opere su tavola e in affresco connotate dalla rappresentazione dello spazio e da un crescente naturalismo espresso con forte tensione emotiva.

 

Antecedenti al 1320, data del contratto per il polittico di Arezzo, sono anche la Madonna Johnson del Philadelphia Museum of Art e la sua presunta predella della Ferens Art Gallery (Hull Museums, UK) con Cristo benedicente tra i santi Pietro e Paolo, e anche una Madonna con Bambino e due sante del Museo Nazionale di Arte medievale e moderna di Arezzo (inedita, recente scoperta di Paola Refice).
Agli Uffizi si conserva la Pala del Carmine del 1328 e il Polittico della Beata Umiltà del 1340; nella Pinacoteca di Siena il polittico di San Giusto e al Museo dell’Opera del Duomo la splendida Natività della Vergine del 1342, dipinta per il Duomo di Siena, ultima opera documentata che di lui si conosce.
Il pittore scomparve probabilmente durante la terribile epidemia di peste del 1348.